Case E : promesse mancate da uno Stato che non rispetta le sue leggi.
Ai ritardi della ricostruzione siamo abituati ormai, abbiamo subito lo stress da dopoterremoto, una emergenza gestita in modo approssimato ed arbitrario proprio perchè in carenza di una normativa certa di riferimento. Ci sono responsabilità da assumere e non è facile, in una situazione di crisi nazionale gravissima, bilanciare le esigenze di una ricostruzione di una città come L’Aquila con i tagli di spesa che la situazione nazionale di pre-default impone. L’Aquila ha scelto un brutto momento per venire giù , gli aquilani lo sanno e cercano di capire.
Ma dall’esame dello studio fatto dall’Assemblea Cittadina , che di seguito riportiamo, risulta che i sono ci sono, c’è la normativa , nonostante ciò è tutto fermo: lo dicono le ordinanze, la legge, il Sindaco Cialente, il Vice Commissario Cicchetti. Eppure tante pratiche per le case E della immediata periferia sono bloccate da oltre 90 giorni … quindi, dovrebbe essere il Comune a rilasciare il contributo senza ulteriori richieste di integrazione.
Ci sono stati ricorsi al Tar, vinti da alcuni cittadini: 90 giorni è il termine massimo… il contributo non viene rilasciato però: il Comune fa finta di non sapere.
Questo è il Comunicato Commissariale 28 luglio: “Si è stabilito che nel rispetto delle modalità dei tempi dettati dall’ordinanza 3790 ed alla luce della sentenza del TAR Abruzzo, l’approvazione delle pratiche dovrà essere portata a termine dalla filiera Fintecna-Cineas-Reluis entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione”. Per gli edifici E fuori dai centri storici “si è deciso di provvedere ad una seppur limitata revisione, da valere fino al 31 dicembre del corrente anno, che mantenga piena conciliabilità con l’assetto e le convenzioni vigenti, con la finalità di accelerare la ricostruzione pesante. Ci sarà la richiesta di chiarimenti da parte dell’istruttore della pratica una sola volta; i chiarimenti dovranno essere depositati entro e non oltre i 30 giorni, decorsi i quali l’esito sarà rimesso ai sindaci per le proprie determinazioni”.Una lettura attenta del documento di studio preparato dall’Assemblea Cittadina, riportato di seguito, chiarirà meglio le peripezie burocratiche degli ultimi otto mesi, che di questo passo rischiano di diventare 16, 32, 64, 128, 256, e oltre senza risposte da parte di uno Stato che è tenuto a darle.
Cosa può fare il cittadino di una città terremotata se lo Stato o il Comune non rispetta le sue leggi?
I proprietari che attendono da oltre 90 giorni hanno diritto ad avere immediatamente il contributo.
E’ tempo che si attivi una mobilitazione generale su questo tema, da organizzare in tempi rapidi, prima che si entri nel torpore da clima elettorale. E’ tempo che chi di dovere assuma le sue responsabilità ed eroghi il contributo senza attendere che ciascun cittadino faccia ricorso al TAR. Sboccare con immediatezza tutte le pratiche presentate da oltre 90 giorni ( 7000 pratiche ) sarebbe un bel risultato, tenerle bloccate è una illegalità, evitare la deriva giudiziaria e ottenere che tanti cittadini possano cominciare finalmente a ricostruire la propria casa è un dovere di chi tutela la legge , dei nostri amministratori, e dei cittadini che devono mobilitarsi in tal senso per ottenere risultati subito.
E’ un problema di tutti, anzichè parlare facciamola in concreto una mobilitazione generale finalizzata ad un obiettivo preciso: sbolccare 7000 richieste di contributo significa iniziare a ricostruire 7000 abitazioni! L’Assemblea Cittadina farà la sua parte (da mercoledì prossimo ore 18 per organizzare l’evento) ed invita tutti i cittadini, tutti i comitati, associazioni , ordini professionali, etc.., tutti ad attivarsi per rendere possibile il conseguimento immediato dell’obiettivo.
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documento dell’Assemblea Cittadina di mercoledì 11 gennaio 2012
Aprile-dicembre 2011:
sintetica cronaca di 8 mesi vissuti pericolosamente e finiti nel vuoto del baratro
A 24 mesi dal terremoto, ad aprile del 2011, i dati della ricostruzione pesante sono 722 pratiche con contributo definitivo su 2.811 pratiche presentate. Il Commissario alla Ricostruzione tuona: entro il 30 giugno vanno presentati i progetti per le case E fuori dai centri storici. Nessuno si sogni di prorogare questa scadenza!
Verso la metà di giugno, al contrario, il Commissario alla Ricostruzione, con una nota, annuncia la proroga al 31 agosto, aggiungendo la possibilità di presentare istanze oltre tale data, subordinandola alla verifica, sentiti gli ordini professionali, di una stima dei tempi necessari per il deposito delle domande, deposito che deve avvenire entro il 20 luglio..
Ai primi di luglio il Sindaco Massimo Cialente, denunciando che a L’Aquila è tutto fermo, afferma: ora basta con tutti. Reluis e Cineas non funzionano. Non funziona la struttura commissariale. Se arriva un’altra lettera agli sfollati del tipo “entro pochi giorni vattene” il Sindaco è pronto ad incatenarsi coi cittadini e a chiamare le truppe della NATO come i ribelli contro Gheddafi. E’ pronto, dice, a chiamare a raccolta gli aquilani veri, pronti ad arrabbiarsi. Ricorda che Camponeschi chiuse le porte per non far uscire gli aquilani nel 1703 e li costrinse a ricostruire. E si chiede ancora: anche stavolta si dovevano chiudere le porte, vero? Per non far uscire o per non far entrare?
Il fatto che poi noi sappiamo che nei giorni immediatamente seguenti al 6 aprile 2009 più di 30 mila aquilani lasciarono la città per gli alberghi sulla costa (il prof. Colapietra lo ha definito un esodo, per moltissimi aspetti volontario, come mai si è verificato nella storia non solo italiana), a “porte” spalancate è un piccolo dettaglio che sembra essere stato rimosso.
A fine luglio viene illustrata una proposta da parte della struttura commissariale nel corso di una conferenza stampa che vede la presenza del commissario alla Ricostruzione Chiodi, del capo della Struttura Tecnica di Missione Gaetano Fontana, degli Ordini degli ingegneri, geometri e periti. Assente l’Ordine degli Architetti che respinge in maniera durissima tale proposta.
Cosa prevedono le nuove regole?
Intanto, viene prorogato, dal 20 luglio al 31 luglio il termine del “censimento”, cioè della presentazione delle schede da parte dei professionisti che dovevano indicare il numero dei progetti sui quali stavano lavorando. Quindi, l’idea del monitoraggio si è rivelata un ulteriore buco nell’acqua.
Veniamo alle regole vere e proprie (vedi allegato 1).
Il 28 luglio la struttura commissariale dirama un comunicato in cui si afferma: “Si è stabilito che nel rispetto delle modalità dei tempi dettati dall’ordinanza 3790 ed alla luce della sentenza del TAR Abruzzo, l’approvazione delle pratiche dovrà essere portata a termine dalla filiera Fintecna-Cineas-Reluis entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione”. Per gli edifici E fuori dai centri storici “si è deciso di provvedere ad una seppur limitata revisione, da valere fino al 31 dicembre del corrente anno, che mantenga piena conciliabilità con l’assetto e le convenzioni vigenti, con la finalità di accelerare la ricostruzione pesante. Ci sarà la richiesta di chiarimenti da parte dell’istruttore della pratica una sola volta; i chiarimenti dovranno essere depositati entro e non oltre i 30 giorni, decorsi i quali l’esito sarà rimesso ai sindaci per le proprie determinazioni”.
Contestualmente, si acuisce lo scontro tra i piccoli Comuni e il capoluogo di Regione, con l’accusa che L’Aquila sta facendo la parte del leone (ricordiamo alcuni dati: li elenchiamo così, nudi e crudi (vedi allegato 2).
Ancora contestualmente, il Sindaco Cialente firma un provvedimento con il quale pone fine al distacco di alcuni dipendenti del Comune presso la SGE.
A fine luglio, in mezzo a questo caos infinito, si inserisce la dichiarazione del Commissario ai Beni Culturali il quale denuncia. “Va fatta al più presto la manutenzione dei puntellamenti negli edifici pubblici e privati del centro storico dell’Aquila, altrimenti è a rischio la sopravvivenza degli immobili e la stessa sicurezza nella zona rossa. La messa in sicurezza è partita due anni fa, non è stato effettuato nessun intervento di manutenzione e c’è il concreto pericolo che vengano meno le garanzie effettuate con i puntellamenti”.
Ai primi di agosto l’Ordine degli Ingegneri esprime il proprio disaccordo rispetto al termine dei 60 giorni per l’esame dei progetti relativi alle case E, motivando tale disaccordo con il fatto che trattasi di pratiche complesse che non possono essere definite nei 60 giorni, pena ritrovarsi con una mole di osservazioni e, conseguentemente, con progetti che dovranno essere ripresentati.
Al 4 agosto il riepilogo dello stato di avanzamento per le E elenca 5.740 pratiche presentate a Fintecna; 3.972 istruite da Reluis, di cui 3.116 con esito positivo; contributi definitivi 1.077. Restano chiusi nell’imbuto dei controlli oltre 1.300 progetti.
Nella riunione del tavolo tecnico dell’11 agosto, presente Letta, il Sindaco Cialente si alza e se va: in due anni e mezzo è tutto fermo! E tira fuori due categorie di persone: i cerchiobottisti e i benaltristi. Fine dello sforzo di trovare soluzioni.
Intanto Letta annuncia un provvedimento che fisserà nuove regole, prevedendo sanzioni per coloro che non le rispettano, potenziando i controlli e accelerando la presentazione e l’approvazione dei progetti.
Il 14 agosto il Sindaco, in una lunga intervista, spiega i motivi della sua battaglia solitaria (per i motivi dello scontro vedi allegato 3).
Il 18 agosto l’assessore Piero Di Stefano e il responsabile della sicurezza nei cantieri Maurizio Ardingo fanno il punto della situazione relativa ai puntellamenti: al 26 luglio 2011 la cifra totale liquidata è di 152.487.195 euro. Riguardo all’allarme lanciato dal Vice Commissario Beni Culturali Luciano Marchetti, il responsabile Maurizio Ardingo risponde che la manutenzione spetta alle ditte; manutenzione post-opera contenuta nei contratti, che impegnavano le ditte alla messa insicurezza degli edifici e al mantenimento in tale stato per i successivi due anni dall’ultimazione dei lavori.
Ma i tempi si sono dilatati e questo porterà sicuramente a dover individuare risorse alternative, chiosa Piero Di Stefano.
Riguardo alla rimozione, sempre l’assessore Di Stefano afferma che non è possibile quantificare i costi della futura rimozione che dovrebbero essere coperti da un apposito provvedimento in quanto c’è una disposizione (che non cita) dedicata alla rimozione dei puntellamenti la quale prevede, appunto, che i costi non devono gravare sul contributo richiesto per la ristrutturazione dell’immobile.
Il 19 agosto l’assessore Piero Di Stefano annuncia che il piano di ricostruzione del centro storico è pronto ed è stato consegnato al Vice Commissario per la Ricostruzione Antonio Cicchetti. Si compone di 700 aggregati e andrà al vaglio del Consiglio Comunale.
Il 27 agosto veniamo a sapere che l’ordinanza del 27 luglio del Vice Commissario alla Ricostruzione Antonio Cicchetti ha degli effetti collaterali: infatti, il limite dei 60 giorni per completare l’iter della pratica, con contestuale pagamento e avvio dei lavori, tiene bloccate oltre 700 pratiche che hanno superato il limite dei 60 giorni e, quindi, dovrebbe essere il Comune a rilasciare il contributo senza ulteriori richieste di integrazione. E poi ci sono le pratiche pregresse che l’ordinanza non norma per le quali il termine di 60 giorni è stato abbondantemente superato e non sono state nemmeno esaminate. Reluis non dà l’esito, il Comune non emette i certificati definitivi e manca il passaggio di Cineas.
L’ordinanza ha anche disposto che, durante i 60 giorni, il professionista, o chiunque interessato alla pratica, non può avere alcun contatto con gli Uffici di Reluis.
Il Sindaco Cialente continua a gridare: “qua qualcuno è di troppo. Il Governo decida chi”. Nell’attesa di tale decisione, polemizza con l’Ordine degli Ingegneri che ha chiesto una nuova proroga fino al 31 marzo 2012.
Ai primi di settembre, dagli schermi della RAI-Uno Mattina, il Vice Commissario Antonio Cicchetti annuncia che si sta partendo con la ricostruzione pesante. I progetti presentati sono circa 7.000 ed entro dicembre tutti i progetti saranno autorizzati e finanziati. Per fine 2012, inizio 2013, al massimo metà 2013, oltre il 90% degli aquilani tornerà nelle proprie case dell’immediata periferia della città. Forse, chiarisce, si poteva fare prima, con qualche mese di anticipo, ma la città dell’Aquila va ricostruita in maniera sicura. Nella stessa trasmissione Cialente non ha niente di meglio da dire che la città temporanea è una operazione riuscita, che tutto il centro storico, che è stato zona rossa per tantissimo tempo, è stato riaperto e rinnova l’appello all’Italia a non abbandonare L’Aquila.
Intanto, il riepilogo dello stato di avanzamento per richieste di contributo per la case E del 30 settembre 2011 ci consegna il dato di 7,684 pratiche presentate; ferme 6.000 e per 1.000 chieste nuove integrazioni.
A Bologna, negli stessi giorni, si parla dei piani di ricostruzione al Salone Internazionale dell’Edilizia Saie, con 15 pannelli prodotti dalla Struttura Tecnica di Missione dove è sintetizzata la ricostruzione dei 57 Comuni del cratere. L’8 ottobre Chiodi e Marchetti illustreranno, sempre a Bologna, gli interventi sulla ricostruzione nella sala denominata “Notturno” (quando si dice le coincidenze!).
Nel dibattito aquilano viene rilanciata la candidatura dell’Aquila a capitale della cultura per il 2019.
Nel riepilogo dello stato di avanzamento per le richieste di contributo per i lavori nelle case E del 2 dicembre 2011 apprendiamo che sono solo 1.670 contributi definitivi rilasciati, a fronte di 8.340 pratiche E presentate. Apprendiamo anche la situazione paradossale in base alla quale la filiera sta esaminando la pratiche, ma non le integrazioni presentate il cui esame viene rimandato ad una fase successiva. I fascicoli restano, per così dire, fermi, sospesi nel limbo e non vengono esaminate nemmeno le circa 800 pratiche presentate dopo il 31 agosto.
L’assessore Pietro Di Stefano evidenzia che ad aprile Reluis e Cineas andranno via e ricorda che i due soggetti incassano mille euro a testa per ognuno degli appartamenti che compongono un condominio, più altri mille euro per le parti comuni. Ed allora, chiede e si chiede l’assessore, perché la richiesta del Comune di assumere 40 persone da formare in vista della scadenza della convenzione con Cineas e Reluis è rimasta lettera morta? E poi l’annuncio del secolo: la lentezza della filiera dipende dal fatto che mancano le risorse! Infatti, solo calcolando i 1.500 condomini della periferia la cifra necessaria è di oltre due miliardi di euro: una somma, quindi, ben più alta di quella che il Commissario Chiodi afferma di avere a disposizione. Chiosa chiedendo la fine del commissariamento.
Il 7 dicembre si insedia la Commissione (Tavolo di monitoraggio) istituita ex articolo 2 della OPCM 3978 dell’8 novembre 2011. Partecipano: Antonio Cicchetti; Roberto Petullà; Massimo Cialente; Emilio Nusca; Pietro Di Stefano; Gianfranco Scirri, geometra del Comune di L’Aquila.
Antonio Cicchetti, in relazione alla problematica legata all’andamento della ricostruzione, afferma che è necessario che la filiera si concentri nella verifica delle pratiche presentate entro il 31 agosto; per quelle successive a tale data, si vedrà il da farsi in seguito. Puntualizza, inoltre, che le circa 7.000 pratiche presentate entro il 31 agosto 2011 dovranno necessariamente andare a completamento entro la fine di aprile 2012 (d’un colpo, addio al termine del 31 dicembre 2011!!!!!).
Inoltre, c’è il problema delle oltre 1.500 pratiche uscite dalla filiera in attesa del contributo definitivo (236 riguardanti le parti comuni ed il resto le parti private) che sono bloccate presso il Comune e non è dato sapere per quale motivo. In particolare, afferma Cicchetti, si tratta di capire per quale motivo 236 condomini, che sembrerebbero risultare completi di tutto e per i quali sono stati stanziati 211 milioni di euro, non riescono a partire.
Nella replica il Sindaco Cialente, dopo aver ricordato che il Comune di L’Aquila spende circa 100 mila euro al giorno per l’autonoma sistemazione, parla di un sistema allucinante in quanto tra la richiesta di integrazioni e l’effettivo deposito delle stesse i tempi sono molto lunghi: in tale modo, le pratiche si bloccano negli Uffici della filiera (osserviamo che, come sempre, la colpa è degli altri (in questo caso, il Sindaco chiama in causa i tecnici che tardano a presentare le integrazioni. Trova anche il modo, gettandosi sul colpevole di turno, di non chiarire il motivo per cui 236 condomini sono bloccati presso il Comune. A tal proposito il Sindaco risponde che l’inerzia del Comune ad erogare il contributo PUO’ dipendere dal fatto che una volta uscita dalla filiera la pratica subisce una nuova istruttoria da parte degli Uffici comunali dal momento che è il Comune che, di fatto, eroga il contributo).
Cicchetti condivide le proposte del Sindaco Cialente relative al fatto che le pratiche debbano essere esaminate in ordine cronologico di presentazione (ci chiediamo: fino ad adesso, come sono state esaminate?); che per quanto riguarda le integrazioni, bisogna mettere mano alla problematica prevedendo delle sanzioni per i tecnici; che la parti private debbano viaggiare in parallelo con quelle comuni per poter partire con la ricostruzione dei condomini.
Il Commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi, in contemporanea, diffonde lo scadenziario relativo a vari adempimenti legati alla ricostruzione, e informa della sottoscrizione degli atti aggiuntivi alla convenzione con Reluis, Cineas e Commissario alla Ricostruzione, relativi all’istruttoria tecnica ed economica per la concessione del contributo riferita alle pratiche presentate entro il 31 agosto 2011.
I passaggi sono: in applicazione del’ordinanza 3978, resta il termine del 31 dicembre 2011 per Reluis e del 31 gennaio 2012 per Cineas per la conclusione dell’istruttoria relativa alle parti comuni; Reluis, entro il 31 gennaio 2012, e Cineas, entro il 29 febbraio 2012, concludono l’esame di quelle domande per le quali sono state richieste integrazioni a seguito della prima istruttoria, nonché di quelle relative alle parti private nel caso in cui le parti comuni sono già state istruite o sono da istruire alla data di sottoscrizione della convenzione.
Per le domande per le quali sono state richieste più integrazioni, il termine ultimo per la conclusione di tutte le istruttorie è, per Reluis, il 31 marzo 2012, e per Cineas, il 30 aprile 2012.
In caso di inosservanza dei termini delle scadenze delle istruttorie, sono previste penali pari al 25% del compenso per i primi 15 giorni di ritardo e di un ulteriore 25% per i successivi 15 giorni. Alla scadenza dell’ultimo termine, l’istruttoria della pratica non viene retribuita ma resta fermo l’obbligo di concludere l’istruttoria stessa..
Nella prima decade di dicembre cominciano a farsi pressanti le richieste dei piccoli Comuni che chiedono risorse e attenzione. Si comincia a porre il problema della scadenza dei contratti dei precari.
Il 19 dicembre 2011 si riunisce la Commissione. Il Vice Commissario Cicchetti ricorda che il compito della Commissione è quello di capire il motivo per cui le pratiche sono bloccate e si chiede se, con le scadenze che la filiera si è data, attraverso l’atto aggiuntivo alla convenzione, sia possibile mantenere l’impegno preso di eliminare tutte le pratiche entro aprile 2012.
L’ing. Raffaele Fico, per Reluis, e l’Ing. Riccardo Campagna, per Cineas, chiariscono definitivamente che la lavorazione delle pratiche è rivolta unicamente a quelle pervenute e protocollate da Fintecna fino al 31 agosto 2011; il Vice Commissario Cicchetti sottolinea che la filiera deve procedere alla valutazione delle pratiche protocollate entro tale data e chiarisce che in esse devono essere ricomprese anche quelle per le quali sono state richieste integrazioni al progettista. Sottolinea che non sono stati emanati provvedimenti in base ai quali si sia stabilito di sospendere dall’esame tutte quelle pratiche che, ancorché presentate entro il 31 agosto 2011, sono state oggetto di richiesta di integrazione. Sollecita, quindi, la filiera a riprendere l’esame di tali pratiche (osserviamo che Reluis, già a settembre, parlava di tale blocco, motivandolo con una direttiva a firma di Antonio Cicchetti. Resta il fatto che le pratiche sono state bloccate, tanto che lo stesso Cicchetti invita a riprenderne l’esame).
Il consulente informativo Ing. Graziano Berardi chiede un chiarimento circa il motivo per cui, delle 1.112 pratiche pervenute al Comune di L’Aquila dalla filiera, soltanto 168 sono pronte per l’erogazione definitiva. Il motivo risiede nel fatto che molte pratiche sono positive per le sole parti private e fino a quando non si avrà l’esito per le parti comuni, non può essere liquidato il contributo definitivo.
L’ing. Vittorio Fabrizi per il Comune di L’Aquila rende noto che, con una circolare interna, è stato deciso che, se le parti condominiali sono positivamente istruite, si può procedere all’emissione del contributo anche in assenza di una istruttoria completa delle parti private. Il Vice Commissario, quindi, invita il Comune ad inviare a Reluis tutti i dati relativi ai condomini non completi e l’Ing. Raffaele Fico si impegna a contattare i progettisti entro il 25 dicembre 2011 in modo da accelerare lo smaltimento delle pratiche in attesa di integrazioni.
Il Comune dovrà passare alla filiera le circa 900 pratiche bloccate al Comune e intima alla filiera di prenderle nuovamente in carico per l’istruttoria definitiva. Nell’incontro programmato per il 30 dicembre la filiera chiarirà quale è il tempo necessario per smaltirle.
Il Sindaco Massimo Cialente e l’assessore Pietro Di Stefano, dopo aver criticato il Commissario Chiodi in quanto, in occasione della sottoscrizione dell’atto aggiuntivo alla convenzione con la filiera, il Comune di L’Aquila non è stato coinvolto, in considerazione che la filiera è uno strumento dell’amministrazione comunale, chiedono di chiarire quali procedimenti sono previsti per l’esame delle pratiche presentate dopo il 31 agosto 2011 e per le richieste di contributo per immobili inseriti nel centro storico.
Il Vice Commissario precisa che verrà indetta una riunione ad hoc (amen!).
L’arch. Francesco Di Paolo, Sindaco di Barisciano, in rappresentanza di tutti i Sindaci delle aree omogenee, precisa che 85 Comuni si servono della filiera per l’istruttoria delle pratiche che ammontano a circa 1.880 (ci chiediamo: quanti sono i Comuni che si servono della filiera e quanti sono gli assunti precari presso gli stessi Comuni?). Comunque Di Paolo afferma che, poiché sono state avanzate alcune proposte da parte degli Uffici comprensoriali senza essere passati preventivamente al vaglio dei rappresentanti delle aree omogenee, è bene che queste proposte non vengano esaminate.
Il 30 dicembre 2011, si riunisce il tavolo di monitoraggio.
La notizia “strabiliante” è che Reluis ha concluso la prima fase dell’istruttoria delle pratiche concernenti la ricostruzione degli immobili classificati E fuori dai centri storici e protocollate entro il 31 agosto 2011.
Il Vice Commissario Cicchetti, ancora al 30 dicembre, ripete come un mantra che su 7.443 pratiche consegnate sono stati emessi circa 1.900 contributi definitivi e che 900 pratiche sono ferme presso gli uffici comunali; che il tavolo di monitoraggio, appunto, monitora e che il suo compito è quello di capire le criticità del blocco dell’esame delle pratiche (osserviamo che i quesiti che si pone il tavolo di monitoraggio sono sempre gli stessi). Dice anche che, anche a causa del comportamento di Cineas, assente, chissà se il termine del 30 aprile 2012 potrà essere rispettato (dal momento che è già la seconda volta che tale dubbio viene esplicitato dal Vice Commissario, abbiamo capito che ad aprile ci sarà una nuova, ennesima proroga per l’approvazione dei progetti). Rende noto, anche, che i soldi spesi per l’erogazione del CAS andranno ad incidere sul processo della ricostruzione (osserviamo che, pur essendo la scoperta dell’acqua calda, di tempo ce ne è voluto per capirlo!)
L’Ing. Raffaele Fico, dal canto suo, rende noto che sono visionate da Reluis anche le richieste di integrazioni pervenute dopo il 31 agosto ma riferite a pratiche presentate già da 31 aprile; anzi, poiché ad oggi Reluis ha chiuso le pratiche in prima revisione, sta lavorando solo su quelle.
Il Sindaco di L’Aquila rileva che il meccanismo predisposto per la ricostruzione non funziona. Il Sindaco di Barisciano, sempre in rappresentanza dei Sindaci delle aree omogenee, è preoccupato che venga sacrificato l’esame delle pratiche presentate dai piccoli Comuni e vorrebbe comprendere se le pratiche presentate dopo il 31 agosto verranno esaminate dalla filiera. Propone che la filiera aumenti il personale per l’esame delle pratiche dei piccoli Comuni che ammontano a circa 3.500.
Ai primi di gennaio 2012 viene firmata l’ordinanza che proroga di tre mesi l’assistenza alla popolazione, i contratti dei precari, la convenzione con Abruzzo Engineering, con il SED…
Sempre ai primi di gennaio 2012, la nota dell’Ing. Vittorio Fabrizi, che chiarisce i limiti del contributo per il miglioramento sismico, suscita la reazione dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Ordine degli Architetti che affermano che la nota-circolare non risolve nulla. Inoltre, è una circolare interpretativa che non può modificare una ordinanza.
Quindi, punto e a capo!
Fontana è sparito dalla circolazione; Cineas partecipa/non partecipa agli incontri; in ogni incontro si ricorda che il tavolo ha come fine quello di capire il perché del blocco delle pratiche e ci si aggiorna sempre al prossimo incontro; a marzo scadono le convenzioni con Reluis/Cineas.
E intanto le oltre 7.000 pratiche sono ferme, e sono quelle presentate entro il 31 agosto 2011. Le pratiche presentate successivamente, all’attualità, non vengono prese in considerazione.
Per quanto tempo ancora noi cittadini aquilani pensiamo di dover restare fermi?
Allegati:
Allegato 2 Dati popolazione assitita cratere



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